sabato 8 dicembre 2012

Caro Facebook ti scrivo ...

Caro Facebook,
devo proprio dirtelo, mi hai delusa!
Tu che pensi sempre a tutto : a come far incontrare persone che nella vita non si sarebbero riviste mai (e sarebbe stato meglio per tutti), a far litigare amici che non lo avevano fatto per 20 anni (farti i cazzi tuoi no eh ?), a trascinare all'esaurimento gente che fino a ieri portava con fierezza soprannomi come Roccia, Schiacciasassi (ora lo strizzacervelli glielo paghi tu?) ; TU prestigiatore infallibile delle relazioni sociali oltre i limiti estremi del paradosso ... COME HAI FATTO A NON PENSARCI ?

Hai dato al mondo la possibilità di dichiarare nero su bianco la propria situazione sentimentale: l'hai data ai single, agli "impegnati" (che poi qualcuno dovrà spiegarmi in cosa si differenziano dai fidanzati ufficialmente, ma questa é un'altra faccenda che forse non ho troppa voglia di capire), ai fidanzati ufficialmente (appunto), agli sposati, ai separati e ai divorziati (e li hai pure ben specificati che non si sa mai!), ai vedovi, a quelli "in una relazione aperta" (ma che cazzo vuol direeeeeeeeeeeee), ai poveri stronzi "in una relazione complicata" (come sopra!) ....Oh, te li sei ricordati proprio tutti, o almeno lo pensavi, fino ad oggi!

E invece, mio caro genio del male, ti sei dimenticato la fetta più grande dei tuoi fedelissimi, quelli che un pò ti odiano perché costretti a nascondersi dietro un misero e assolutamente non calzante "single" o che si accontentano di definirsi in una "relazione complicata" perché non sanno in quale altra categoria infilarsi.

Caro Facebook, ti comunico con questa mia, 
che c'è tutta una fetta di mondo che vaga in un posto chiamato 
LIMBO ! 
1) Vuoi metterli tra i single ? Non puoi, NON lo sono, chiedilo a chiunque di loro e ti dirà :" beh si, tecnicamente lo sarei ma..." ed é E-S-A-T-T-A-M-E-N-T-E in quel "ma..." che sta la differenza. D'altro canto se sono finiti in un limbo, ci sarà pure una ragione!  Inutile che insisti, non lo sono, lo sai tu e lo sanno loro, non si comportano come tali, sebbene siano costretti ad esserlo.
2) Vuoi metterli tra quelli in una relazione complicata? Non puoi . La loro relazione (se esiste o comunque se così si può chiamare) é effettivamente complicata, ma lo é da una parte sola (ed é qui che cade il concetto stesso di relazione), senso unico, monocorsia, non saprei come altro spiegartelo ! Capito?
3)Vuoi metterli tra quelli in una relazione aperta ? Prendi il punto 1 e il punto 2, mettili insieme e ti risponderai da solo !

Mi stai dando ragione vero ? Lo sapevo!
C'è gente che vaga da anni... anni capisci? A-N-N-I ! Anni in un posto di merda e nemmeno la grazia di avere una categoria propria . Avanti ... e fallo uno sforzino no?
Ad ogni modo, anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti o secondi NON fa differenza : il Limbo per definizione é uno stato di cose da cui NON PUOI (é teologicamente provato) uscire per tua consapevole decisione, c'è sempre qualcuno che deciderà per te, qualcuno che tirerà lo sciacquone e ti farà scivolare giù dritto verso le fiamme, qualcuno che ti farà la grazia di lanciarti una corda e farti tornare tra i vivi, qualcuno che si divertirà a farti fare su e giù tra le fiamme e la luce etc etc etc

Perciò, mentre si aspetta che "Dio" (e ne é pieno il mondo) la finisca di giocare con lo yo-yo, potresti cortesemente almeno provvedere a colmare questa tua gravissima mancanza ?

Sinceramente tua 

-Carry-

venerdì 16 novembre 2012

Sembra talco ma non é ...

Deve essere stato lo spigolo del tavolo su cui ho cozzato la settimana scorsa, forse la facciata che ho preso durante quel tuffo in partita, non so, forse mi hanno sparato una siringa di adrenalina nel petto mentre dormivo... boh, fatto sta che mi è volata addosso 'sta allegria improvvisa e adesso non ho proprio più voglia di levarmela.

Vai a sapere che cosa mi sono bevuta sabato notte, doveva essere roba bella forte perché da allora non ho ancora smesso di ridere, non é che sto ridendo fuori eh! Sia chiaro, mica vado in giro starnazzando come un tacchino (ma i tacchini starnazzano?), già sono bionda, non vorrei infierire sulle dicerie in merito... no no, me ne vado in giro con la mia solita bella corazza di cemento armato dotata di mine antiuomo (antiuomo...che strano!) però rido, DENTRO!

Penso che la sfiga che mi porto dietro da un po' (troppo) di tempo sia diventata all'improvviso comica, degna di una sitcom demenziale da tardo pomeriggio, che il mio cervello abbia in qualche modo accettato l'idea che questo periodo nero sia una sorta di passaggio obbligato verso la felicità, tipo Nemo mentre rimbalza fra le meduse, DOVEVA passare di lì; non é il mio momento, questo é un dato di fatto, ma quella roba alcolica di sabato notte deve avermi ricordato non si sa come quel sapore di spensieratezza e di fatalismo di cui ho vissuto per tutti i 30 anni precedenti della mia vita e mi é partita la ridarola ossessivo compulsiva ... speriamo non sia disperazione :S !
Quella tipa idiota lassù nella foto, con un cappello imbarazzante, sorretta da soggetti ancor più imbarazzanti sono io... proprio io, Oktoberfest 2010 e non é che fossi ancora particolarmente ciucca (saranno state si e no le 9 del mattino), io come sono sempre stata: una pazza sgallettata che poteva stare ovunque, con chiunque, sotto il sole o sotto la pioggia, con i tacchi a spillo o in ciabatte, io senza certezze, con i miei dolori, i miei dubbi e le mie crisi isteriche, ma sempre instancabilmente con un sorriso da regalare ... a me e agli altri !
Oh abbiate pazienza, sto invecchiando, la memoria fa cilecca ogni tanto, mi ero dimenticata che quella lassù fosse mai esistita!

Ma come ho fatto? Come sono sopravvissuta tutto sto tempo con sta tristezza appiccicata addosso? Ma non vi ho fatto strisciare le palle a terra? Non vi siete annoiati? Oh santo cielo ... !
Va beh, ora potete tirare il fiato, Carry é tornata tra i vivi!

Sapete che faccio adesso? Prendo tutte le cose "storte" di questa sorta di buco nero in cui mi trovo, col pennarello ci disegno su un bello smile :) , poi preparo la borsa, le scarpe, le ginocchiere e vado a tirare due manate alla palla e a farmi due risate con la mia (ho detto mia?) squadra (e la mia amica) .
Mi sono ricordata cosa dicevo qualche anno fa, me lo sono ricordata esattamente adesso mentre ripensavo alla telefonata di un amico dello scorso weekend, uno di quelli che ti ricordano sempre che la vita é bella, che tu ne fai parte e che i sorrisi portano lontano ... dicevo così :
<Sai cosa fa si che io sia sempre fuori dal coro? Che non avrò paura di dire quello che penso, di dichiarare quello che provo, di ridere delle mie disgrazie, di tentare missioni impossibili, di cadere col culo per terra, di fare come i salmoni che se ne vanno contro corrente. E alla fine di tutto, ti racconterò i miei casini e ti farò piangere dal ridere. Potrai mollarmi in mezzo a una strada e scegliere compagnie più discrete, vie più facili ed esistenze più tranquille, ma c'é una cosa che non potrai fare ... non potrai dimenticare di aver attraversato, anche solo per un minuto, la mia vita!>


mercoledì 7 novembre 2012

Ti prego, ti prego, ti prego ...

"Caro Babbo Natale" ... si inizia così vero?
Quando sei bambina e desideri tantissimissimamente qualcosa, hai solo due scelte :
a) pesti i piedi e spacchi tutto finché mamma e papà non cedono
b) prendi la tua matitina, un foglio bianco e scrivi una bella lettera a Babbo Natale
La scelta che farai dipende da che bambina sei, il risultato da che genitori hai .

Io scrivevo, chilometri e chilometri di lettere. Io scrivo, chilometri e chilometri di lettere.
Non importa se la televisione, gli anni, i bambini più grandi mi hanno insegnato che Babbo Natale non esiste, io a Babbo Natale scrivo lo stesso. Non gli ho mai scritto per chiedere una bambola, un telefono, un pc, una macchina ... no, mai!
Ho scritto perché scrivere fa diventare reali i miei desideri nascosti, quelli che non puoi chiedere agli amici di regalarti, non puoi chiederlo a mamma e papà, non puoi chiederlo ai parenti, ho scritto a Lui perché ci sono desideri, forse sogni, che solo un vecchio saggio e intraprendente come Babbo Natale può esaudire. Sono piccole magie che non si possono chiedere agli esseri umani!
Non smetterò mai di scrivergli sapete!? E' vero, non sempre mi ha ascoltata, ma é così che funzionano le magie, sono straordinari miracoli,  non liste di ordini perentori . A volte riescono, a volte no!

Ho un desiderio anche quest'anno , caro Babbo Natale, ne ho uno solo ed é per questo che ho bisogno di esprimerlo oggi, perché avrai bisogno di tempo, di energie, di grande pazienza e di tanta tanta tantissima forza d'animo. Gioco d'anticipo questa volta.
Te lo ricordi ? Era il 24 Dicembre di un anno lontano, fu un Natale senza neve, freddissimo, fuori e dentro, qualcosa quel giorno si spezzò e quel qualcosa, in tutti questi anni non é tornato più !
Ho cercato senza sosta e senza paura, sono caduta troppe volte e con le ginocchia sbucciate, sporadicamente con ferite piuttosto gravi mi sono rialzata e ho ricominciato a cercare. Mi sono anche seduta spesso, ad aspettare e a pensare, temevo di non riuscire più a vedere, ma non c'é stato nulla da fare.
Caro Babbo Natale, 
non ti sto chiedendo di tornare indietro nel tempo, 
la vita si vive in avanti, lo so bene ; 
ti sto chiedendo di ridarmi quel pezzo mancante di me 
perché senza di lui passa l'aria da tutte le parti e io ho freddo. 
Lo so che é qui da qualche parte, 
l'ho visto, l'ho sentito, ma ho bisogno di te.

Non preoccuparti, non svelerò il mio desiderio al mondo, 
conosco le regole: i desideri sono segreti, se li dici, non si avverano.
Me lo hai insegnato tu!

Ti prego Babbo Natale 
TI PREGO TI PREGO TI PREGO!

Ah ... ps: vai piano con quelle renne ... ci siamo capiti? ;)

domenica 4 novembre 2012

Salto nel vuoto

Inesorabile arriva l'attimo in cui devi essere pronto a saltare, non c'é tempo di guardare oltre l'ostacolo, un attimo di esitazione potrebbe costarti la vita, ed é lì, in quella frazione di tempo immobile che rivedi tutto il film della tua vita, passi al vaglio tutte le cazzate e le scelte azzeccate degli ultimi 15 anni, chiudi gli occhi, fai un rapido respiro e poi, con le ultime forze che ti sono rimaste nelle gambe ... SALTI !
Il tempo del salto é un tempo infinito, sembra immensa la distanza tra la terra e i nostri piedi : é il tempo in cui ripercorri le tappe che ti hanno portato alla rincorsa, é il tempo in cui ti domandi cosa farai una volta che i piedi avranno di nuovo una base su cui correre .

Eppure a volte la cosa più difficile é proprio la scelta. Una volta spiccato il volo non importa più niente, ormai sei lì, sospeso per aria e sai che non potrai tornare indietro.
Ci sono salti che nella vita DOBBIAMO fare, sappiamo con certezza qual'é la cosa giusta, non abbiamo dubbi su quale sia l'ostacolo da superare ... eppure é difficile!
Saltare nel vuoto significa abbandonare una terra conosciuta, significa spezzare le abitudini, abbandonare le nostre certezze, rimettersi in gioco, guardarsi dentro ed essere sinceri con se stessi.
SALTARE NEL VUOTO fa paura ed é l'istante della vita in cui scopri dov'é il tuo coraggio!

E' arrivato quell'attimo!
E' questo il momento in cui respiro, chiudo gli occhi, piego le ginocchia (o quello che ancora ne rimane) e poi spingo, in alto e in avanti, con tutta la mia forza, con tutto il mio coraggio, verso una vita sconosciuta, un vuoto da riempire, un futuro che non conosco, una routine da ricreare.
E' arrivato il mio tempo e non importa se adesso ho paura, sarà il mio miglior salto, quello che scriverà una pagina importante della mia vita, una pagina che si intitolerà ...
IL CORAGGIO DI CAMBIARE !

domenica 14 ottobre 2012

Fantasmi sul lungomare di Istanbul


Imbustata dentro l'abito elegante del lavoro, me ne stavo seduta in un angolo buio di un piccolo molo sul lungomare di Istanbul; le gambe penzoloni sul mare, la macchina fotografica appoggiata per terra e lo sguardo perso al confine tra le luci del mondo e il silenzio della natura .
Ero nervosa, stanca, la stanza d'albergo mi soffocava e così sono uscita: avevo bisogno del mare, avevo bisogno di star sola per un po', di ascoltare le onde infrangersi contro le rocce, il click della macchina fotografica, i miei pensieri prendere la rincorsa e lanciarsi con un gran balzo in quel mare scuro e senza fine.

Ho scattato questa foto, mi sono assicurata che, nonostante non avessi con me il cavalletto, non fosse venuta fuori proprio una schifezza, e poi mi sono rituffata nelle correnti del mondo.

La sorpresa é arrivata a casa, l'immagine che appare nitida sullo schermo gigante del mio Mac...e quei fantasmi, davanti a me, silenziosi, apparentemente invisibili, eppure lì a ricordarmi che chiudere i cassetti a chiave non serve a nulla, loro sono aria, loro stanno fuori e dentro di noi, qualsiasi trucco escogitiamo per fingere che non esistano.

Sono i fantasmi del non detto, del non fatto, del mancato coraggio, dei sogni infranti, delle opportunità di cui siamo stati privati. Si incollano all'anima e restano lì, inspiegabilmente, sembrano parassiti che si nutrono della nostra felicità o forse sono solo guardiani che tentano di preservarla.
Non sono storie d'amore finite, non sono amicizie andate in fumo, non sono rapporti umani spezzati dal tempo, NO, quelli sono fatti di carne, sangue, passioni, urla di gioia, lacrime amare ; i fantasmi sono atti incompiuti, storie d'amore mai iniziate, amori non corrisposti, sentimenti che non abbiamo mai avuto il coraggio di confessare, scuse che non siamo riusciti a pronunciare, abbracci che non siamo riusciti a dare e parole, parole, parole che abbiamo lasciato morire in gola.

Sono un sorriso che ci spezza il fiato anche a distanza di molto tempo ma che ci costringe ad abbassare lo sguardo e non ne conosciamo il motivo, sono profumi che ci restano nel naso e ci portano lontano ma sappiamo che resteranno nell'aria e sulla nostra pelle non si poseranno mai, sono mani che ci sfiorano e occhi che ci parlano ma che non ci apparterranno, non oggi, non qui, sono vibrazioni inconfondibili che annebbiano la mente ma che ci inchiodano tra mille paure e sfumano in un attimo che non abbiamo saputo cogliere.

Il lungomare di Istanbul quella sera ne era pieno, erano i miei fantasmi, respiravano il mare anche loro, un pò preoccupati per la sempre crescente mancanza di spazio in cui li costringevo a vivere, non li ascoltavo da troppo tempo e nessuno di loro riusciva a "passare oltre" . Ho promesso di ascoltarli di più e più spesso, ho promesso ad alcuni di loro che mi sarei impegnata per lasciarli andare, gli ho spiegato che ad una certa età "lasciar andare" non é più tanto facile, che ci si attacca di più alle cose, che non si riesce più a vivere in superficie, che la profondità aumenta e anche le piccole ferite bruciano come fossero squarci nella carne .
Hanno capito, si sono messi buoni buoni seduti al loro posto in attesa che il tempo faccia ciò per cui é stato progettato ... cancellare !

Chissà se i fantasmi possono solo "andare" o se possono anche tornare ...


mercoledì 3 ottobre 2012

Follia degenerante !

Da giorni, ma forse a questo punto sono mesi, riesco a formulare solo piú lo stesso pensiero, in loop, senza sosta 24/7 : STO BUTTANDO-NEL CESSO-LA MIA VITA!
Forse é ora di cambiare lavoro,direte voi, é piuttosto palese che stai inacidendo oltre che fracassarci le palle perché l'altro sesso non ti capisce ! Beh avete ragione...é indubbiamente tempo di cambiamento, ma temo che cambiare lavoro non sia sufficiente ad eliminare l'aciditá.
Credo sia davvero giunto il momento di CAMBIARE VITA!
Sono arrivata in Turchia lunedi not...mmm...martedi mattina alle 4, dopo aver volato da Torino su Parigi, partecipato ad una INUTILE riunione da cui non solo non sono uscite soluzioni, anzi sono nati nuovi problemi (come andare dal meccanico...),aver rivolato da Parigi su Istanbul, esser stata caricata come un pacco su un minivan con i vetri scuri che nemmeno l'A-Team, aver percorso km infiniti nella notte,alcuni anche in contromano in autostrada, preso una nave, ripercorso altrettanti km ed esser stata scaricata sfatta e mezza rincoglionita davanti ad un hotel a Bursa......oggi é mercoledi, ho partecipato ad altrettante inutili riunioni,tra persone stressate, provate, a volte umiliate, oberate di lavoro, che trascurano le proprie famiglie, uccidono i propri sogni, dimenticano la propria felicitá e mentre tutti erano lí presissimi a risolvere quelle che sembravano questioni di vita o di morte, io li guardavo esterrefatta e la sola cosa che riuscissi a chiedermi era : PERCHÉ?
In nome di cosa ci facciamo tutto questo? Per salvare una vita? Per migliorarne la qualitá? Per sfamare un popolo? Per salvare il mondo? NO CAZZO! Ci facciamo questo per essere certi che la ventolina dell'aria della nostra fottutissima auto faccia piú o meno "click" quando giriamo la rotellina, per evitare che sulla plancia ci sia un micropuntino di 0,2 MILLIMETRI che, non sia mai, potrebbe disturbare il nostro senso estetico mentre guidiamo ! Rendiamoci conto... Questo non é consumismo,non piú, non solo! QUESTA É FOLLIA!
Sarebbe facile la soluzione se il problema fosse questo lavoro, basterebbe cambiarlo e sono certa che nonostante la crisi nera del paese, potrei riuscire a trovare altro, ma so che non basterebbe! Non é il lavoro che non comprendo piú, sono le persone, é questa parte di mondo!
Non voglio diventare ricca per poi scoprire di essere sola, non voglio accumulare ricchezze che non potró spendere con nessuno perché non ne ho avuto il tempo, non voglio avere 60 anni e ricordarmi che non ho avuto tempo per averne 30 !
Scapperó, se di scappare si tratta... Ma non lasceró che questa follia degeneri fino a travolgere anche l'ultima briciola dei miei sogni !
Cari Maya, non so che piani abbiate per il mondo, al mio, in ogni caso, ci penseró io a dare un bel giro!

giovedì 27 settembre 2012

Devono aver diviso in due il mondo e penso di essere dalla parte sbagliata ...

La domanda che mi faccio sempre più spesso é : ma le persone mi capiscono?
E quando dico "capire" non intendo che debbano azzeccare al primo colpo cosa mi passa per la testa, né pretendo che si rendano conto di quando sono triste o felice ... so essere tremendamente ermetica e sono un'ottima commerciale (mica cazzi, é il mio lavoro!), non potrei ambire a tanto. Quello che mi chiedo é se, le persone che mi parlano per la prima volta, capiscono che tipo di persona sono, se indovinano le linee guida della mia personalità, se si fanno anche solo una vaga idea di chi hanno davanti o se proprio brancolano nel buio !
Vorrei tanto sapere cosa passa nella testa di una collega al suo primo giorno di lavoro, di una nuova compagna di squadra, dell'amica di un'amica che mi conosce ad una festa, di un cliente al primo incontro vis a vis, di un coach che mi vede per la prima volta in campo, di un uomo che conosco una sera in un posto qualunque. Tutta questa gente qui, si farà delle domande no? Il cervello gli manderà un qualche impulso contenente informazioni tipo "questa é bionda e scema!" o " ah ma che ragazza brillante" o "ah, ma tu guarda, c'é dello spessore dietro la maschera da Barbie" o ancora " Uhssssignur questa qui é plasticaccia da quattro soldi!"... voglio dire, il mio interlocutore vorrà ben sapere se sta giocando a squash o se le sue parole arrivano effettivamente dall'altro lato della rete?

Adesso son qui che vorrei avere una risposta, ma allo stesso tempo mi dico che forse, una risposta,  é meglio non averla, né oggi né mai, che potrebbe essere controproducente e ancor più devastante.
Perché la mia vita da qualche anno é un continuo "mordi e fuggi" (per fortuna mordono piano e fuggono alla svelta): le persone entrano ed escono ad una velocità che nemmeno Beep Beep, alcune si affacciano appena e si ritraggono terrorizzate neanche avessero visto Slot, altre addirittura guardano dallo spioncino e se la danno a gambe in tutta fretta facendo meno rumore possibile in perfetto stile Cat Woman ... sssssstttt (meo) !
Oooooooh ma che diamine!?
E' un bel casino perché se a far scappare "resto del mondo" da me fosse quello che si percepisce al primo approccio ... beh, sarei bell'e fatta ! E ci sarebbe pure l'aggravante: non un cane di tutti sti fuggitivi si é mai degnato di fare un'opera pia e prendersi la briga di darmi due schiaffoni e dirmi "Oh bella guarda che sei insopportabile, noiosa, arrogante, scassapalle e acida!" (oddio forse qualcuno si... ma é gente che é rimasta perciò non fa testo!)

Oggi però, mentre smadonnavo in turco antico contro le sfighe della vita mi sono guardata attorno e un terribile dubbio si é insinuato nel mio stomaco (il cervello lo ha subito vomitato ... troppo deprimente!): le persone non hanno più voglia! Non hanno voglia di capire, di pensare, di scavare, di fare attenzione, di curiosare, ma di farlo davvero e non solo tra le pagine di un blog o di un profilo facebook! Gli esseri umani non si capiscono più, perché non hanno più voglia di farlo come si deve e ogni giorno che passa la nostra vita vera perde valore, interesse... non interessa più a nessuno come si piegano le tue labbra quando piangi, non interessa più a nessuno se fai il verso del maiale quando ridi a crepapelle, non interessa più a nessuno se ti si illuminano gli occhi quando bevi una birra che ti piace e ti stai divertendo.
Nessuno ha più tempo da perdere dietro queste "cazzate" !

Io non ho niente che non va (niente di così grave perlomeno), certo che mi metto sempre in discussione e son sempre dietro a chiedermi se sbaglio o no, ma questo fa parte del mio essere ipercritica e pignola con me stessa... la mia vita é un continuo "mordi e fuggi" perché nonostante il profilo facebook, nonostante i blog, le fotografie e tutti i millemila mezzi di comunicazione che invadono il mio spazio, io non ho mai smesso di interessarmi alle persone; quelle fatte di carne, di sguardi, di gesti, di smorfie, di sopracciglia inarcate, di labba morsicate, di braccia che ti passano intorno ai fianchi, di nomignoli rompighiaccio, di cose così, antiche!
Io quei profili li leggo, li spulcio, li penso e poi basta ... non parto da lì a farmi un'idea di chi ho davanti, non mi fermo ad un link di dubbio gusto, ad un'idea politica espressa in poche frettolose righe. Preferisco prendere spunto invece, ricordare una cosa scritta e parlarci su per ore, sviscerare le origini di un post, andare a scoprire da dove arrivava, che giornata c'era dietro... che vita, forse!

Vivo pensando che le persone che incontro facciano lo stesso e invece devo arrendermi, non é così! Non più, non per tutti, é diventata ... l'eccezione!

E allora la risposta c'é ed é NO!
Ma c'é anche una controrisposta, ed é una meravigliosa notizia: alcune (pochissimissime) persone sono qui e non pare abbiano intenzione di andarsene. Hanno avuto coraggio, voglia, ci hanno messo impegno e hanno lottato come si lottava prima di imparare a battere sui tasti... ECCEZIONI ... esistono!

Non cantate vittoria, non smetterò di essere curiosa, di rompere le palle e di essere come sono ... che vogliate restare o meno!
IO HO ANCORA VOGLIA
...
DI VIVERE DAVVERO
DI RESPIRARE UN PROFUMO
E TORNARE A CASA STORDITA E FELICE
DI RICORDARLO PER GIORNI 
DI FARMI DOMANDE
DI PESARE PAROLE
...
DI ESSERE ECCEZIONE!
(lo aggiungo ai soprannomi di Facebook? Erika Carry Cip Eccezione Carrera! :P)




domenica 23 settembre 2012

ISOLA

Mi ero seduta qui intenzionata a partorire un bel post allegro e divertente riguardante il bizzarro uso della tecnologia da parte di chi, con la tecnologia, proprio non ci va d'accordo, ma qualcosa di orribilmente triste si è infilato tra le pieghe della mia relativa pace interiore di questa domenica di fine settembre. E' successo all'improvviso, senza che potessi in alcun modo prevederlo, un'onda anomala che mi ha travolta senza che riuscissi, prima, a tirare un bel respiro.
Strani i giochi della mente, strano come un evento imprevisto ne riporti a galla un altro.
Mi sono ricordata di quella volta, a Cinisi, in un giorno senza nuvole, con il mare calmo, la brezza leggera che scompigliava i capelli, il cielo di un azzurro mai visto e l'odore del mare che posso ancora sentire.
Quel giorno sapeva di pace e la mia macchina fotografica fermava attimi di quella pace perchè potessi tenerli con me per sempre. Passarono le ore, senza che me ne rendessi conto e d'un tratto mi sentii stanca. Non avevo orari, non avevo impegni, potevo rilassarmi, seduta per terra con gli occhi nel mare, a riposare le gambe e cercare nuovi punti di vista.
Io e la Sicilia eravamo diventate una sola anima da diverso tempo, amavo quella terra, quei sapori, quegli odori, il suo modo buffo di presentarsi al mondo, il frastuono dei suoi mercati, amavo anche la sua parte peggiore; non erano certo le cataste di immondizia ai bordi delle strade o quel velo di perenne omertà che aleggiava sui siciliani a farmi amare di meno quella meravigliosa accozzaglia di slanci e paure, di meraviglia e distruzione. L'avevo incontrata, l'avevo capita e l'avevo amata, senza riserve.

Nello spazio di qualche minuto il cielo prese a ruggire, l'azzurro divenne blu cobalto e poi grigio e poi nero, il mare si trasformò in una inquietante distesa buia e sull'orizzonte calò un sipario di gocce furenti. Tornavano in tutta fretta i sub che avevano preso il largo ore prima, scappavano i randagi appisolati accanto a me, il vento spazzava via tutto e di quel cielo azzurro non ci fù più traccia.
Avrei voluto scappare, come facevano tutti, come avrebbe fatto una qualunque persona sana di mente di fronte ad una natura così imbestialita, eppure non lo feci, non ci riuscii.
Restai là, esattamente dove ero seduta poco prima, portai l'occhio al mirino, piantai bene i piedi per terra e ricominciai a scattare. Testarda e incosciente com'é nella mia natura.

Pensavo di conoscerla, quella terra, e invece Lei mi stava dimostrando che mi sbagliavo; pensavo di potermi comportare con Lei, come mi ero sempre comportata con le persone che amavo, ma mi sbagliavo !
LEI ERA DIVERSA. LEI E' UN'ISOLA.
Le isole hanno il mare tutto attorno e se sbagli, se fai un passo oltre la terra, affondi, devi saper nuotare e nuotare bene per tornare a riva.
Le isole hanno venti e correnti che non si fermano mai, che sfuggono alle regole della terra.
Le isole sono isole e non somiglieranno mai al resto della terraferma.
Scappare non serve, mai , l'isola ti resta dentro e non puoi far altro che imparare a capirla e amarla così com'é !

Oggi all'improvviso ho ricordato quel giorno, quel vuoto nello stomaco che ti prende quando la strada fa una curva a gomito che non ti aspettavi, quella sensazione di stordimento di quando ti rendi conto di non avere capito niente, lo sgomento di quando il sole sparisce e una tromba d'aria si porta via le tue poche certezze.

Puoi vivere su un'isola, ma non puoi distrarti, un colpo di vento e sei in mare........sciafffff !

C'é una legge non scritta che adesso ricordo:

"Non puoi tentare di cambiare un'isola
e non puoi sperare che lo faccia da se. Non lo farà.
Puoi scegliere di sottostare alle sue leggi oppure 
lasciare che sia Lei a cambiare te!"

martedì 18 settembre 2012

Risalite a cavallo!

Grazie al cielo ogni tanto arriva un'amica, una compagna di squadra, una sconosciuta, una collega o chicchesia a tranquillizzarmi sul mio stato mentale, perché mica sono wonder woman (in effetti lei, wonder woman, ormai avrà 100 anni e io ne ho pur sempre solo 32), ho anche io il ciclo una volta al mese, i miei momenti di sclero e le botte improvvise di depressione post 2 di picche/telefono che non squilla/separazione forzata/incompensioni cosmiche col prossimo etc etc ... capita di aver bisogno di una pacca sulla spalla!

Fino ad un mesetto fa pensavo di essere diventata completamente scema, una povera zitella sfigata che a suon di fallimenti amorosi ha sbroccato al punto da avere una visione completamente distorta della realtà, e invece no gente... EUREKA...sono sana!!!
Non sono sola e me ne sono accorta soltanto quando ho smesso di autoconvincermi che tutte le sfighe della terra si stessero accanendo contro di me; é bastato esporre il mio punto di vista a qualche amica fidata (che la mia migliore amica ormai lo conosce a memoria, ma lei non fa testo perché praticamente viviamo in simbiosi), et voilà che si é aperto un mondo di zitelle sfigate con una visione distorta della realtà. Deve essere stato in quel momento che ho capito che la mia realtà non era poi così distorta e che non ero io quella sfigata, e deve essere stato sempre in quel momento lì, che mi sono posta la fatidica domanda (quella sì, da zitella sfigata e anche un pò datata): " MA DOVE ANDREMO A FINIRE?"

Le mie amiche sono single.
Sono single da mesi/anni interminabili.
Sono (siamo... in ordine sparso) laureate, intelligenti, carine, piacenti, simpatiche, con ottimi lavori, famiglie ben presenti alle spalle, valori forti, curiose, desiderose di vedere il mondo, di conoscere persone nuove e stimolanti, insomma, mica delle inutili piante grasse da appartamento, di quelle che uno può dimenticare a marcire sul davanzale!
Eppure sono (siamo) single e non solo. Sono (siamo) single senza orizzonti!
Fanno (facciamo) collezione di "prendiamo un caffé una volta?" che poi "una volta" quando sarebbe ? Di "ti chiamo presto!" che poi "presto" come lo quantifico? Di "certo che mi va di rivederti!" che poi se non mi dici "quando" che cazzo me lo dici a fare ? Ormai é chiaro che "una volta", "presto" e "mi va" sono tutti sinonimi di MAI !
Hanno (abbiamo) tutte smesso di credere al "sei incredibilmente interessante", "sei super intelligente", " sei davvero bellissima", "sei una donna molto impegnata", perché ormai lo sanno (sappiamo) che "incredibilmente","super","davvero" e "molto" sono tutti sinonimi di TROPPO!
Nessuna ha più il coraggio di credere nei "ho sbagliato, lo so!", "sono un coglione, mi dispiace!", "non ero me stesso, scusa!", perché sono troppe le volte in cui "lo so", "mi dispiace", "scusa", si sono rivelati sinonimi di FINO ALLA PROSSIMA VOLTA!
E nessuna di noi, non a 32, non a 29, non a 27 anni aspetta più che il telefono squilli, che la chat si illumini, che il campanello suoni o che una mano ti afferri il polso, lo sappiamo tutte che siamo NOI a dover comporre un numero, NOI a doverci inventare una cagata da scrivere in chat, NOI a dover fingere di essere inciampate sul campanello, NOI a fare toc toc sulla sua spalla in mezzo alla folla!

E badate bene, non é una critica gratuita al genere maschile eh! Io urlo e sbraito contro il loro secondo cervello, ma lo so bene che esistono ancora eccezioni, uomini intelligenti, audaci, romantici e coraggiosi. Il fatto, ed é una vera tragedia, é che si contano sulle dita di poche mani ... E GLI ALTRI? Che fine hanno fatto gli altri? Cosa é successo?

Cosa é successo al ragazzo che ho incontrato una sera per caso e ha trovato una scusa stupida e magari anche ridicola per strapparmi il numero di telefono e insieme ad esso é riuscito anche a portarsi a casa il mio miglior sorriso? Lui aveva ben chiaro che un' amicizia su faccialibro non é esattamente il miglior modo per mostrare coraggio e interesse!
Cosa é successo al biondino piacione che per conquistare la mia fiducia si é presentato al mio cospetto senza preavviso lasciandomi senza parole e senza fiato? Lui lo sapeva che non c'é vita senza rischio!
Dove é scappato il pazzo psicopatico che ha dato di matto una volta e dopo aver chiesto scusa ha passato mesi a tentare di dimostrare in ogni modo e con ogni mezzo di aver capito l'errore e di non volerlo ripetere mai più? Quella si che era tenacia!
In quale continente é migrato l'uomo che un giorno con poche parole al posto giusto, dopo un caffé e qualche chiacchera,  mi ha convinta ad attraversare il paese per tornare da lui?

Lo sappiamo che non se li é mangiati tutti la strega cattiva, lo sappiamo che la vita é dura, che certe donne sono peggio di avvoltoi, che il mondo é cambiato, che il lavoro é frenetico, che il tempo é denaro, che i valori sbiadiscono e le mode impazzano... Maledizione lo sappiamo, ci viviamo in questo mondo, mica lo guardiamo da sotto la campana di vetro!
Eppure noi siamo ancora delle stupide bambine cui le mamme hanno insegnato che il principe azzurro arriverà a cavallo, non su uno qualsiasi, su uno bianco e veloce, che arriverà qualunque sia la distanza che ci separa, che ci prenderà la mano, ci guarderà negli occhi, ci porterà con se nel suo castello fatato, si inginocchierà davanti a noi e senza mai smettere di guardarci ci chiederà di restargli per sempre accanto!
Non fate fare brutta figura alle nostre mamme o penseremo che per anni ci abbiano prese per i fondelli (anche lorooooooo!) e non credeteci quando diciamo che alle favole non ci crediamo più, che non credere non significa non sperare !

Ommini, se vi abbiamo terrorizzati, vi chiediamo scusa, 
adesso però non la fate tanto lunga e risalite a cavallo !

sabato 28 luglio 2012

Un mazzo così...

La cosa fantastica di farsi il mazzo tutto l'anno é che la luce in fondo al tunnel  sembra talmente lontana che quando ti inonda gli occhi é così bella che quasi ti accieca ( o acceca come vi suona meglio ... che tanto é uguale) .

La cosa assurda di farsi il mazzo tutto l'anno é che se c'è un piccione che deve cagarti (perdonate la volgarità, ma solo così rende davvero l'idea!) sulla scrivania, di certo lo farà la settimana prima della partenza regalandoti una buona dose di ansia da portarti dietro mentre ti cimenti in qualche esotica impresa da backpacker .

La cosa incredibile di farsi il mazzo tutto l'anno é sentirsi dire da chi il mazzo non se lo fa nemmeno un giorno a settimana :" ahhhhhh però hai capito la ragazza ? alla faccia della crisi lei se ne va all'altro capo del mondo e si fa pure un mese di ferie!" ......... toglietemi certa gente da davanti al naso perché altrimenti il mazzo glielo faccio io! (io che vado in vacanza con tablet e telefono aziendale perché ho il senso di responsabilità che pesa più dello zaino che mi porto in spalla)

La cosa meravigliosa di farsi il mazzo tutto l'anno é che prima o poi arriva il momento di partire per un lungo viaggio con solo uno zaino, una macchina fotografica e un'amica unica ...E' QUEL MOMENTO TI RIPAGA DI TUTTE LE ORE DI STRAORDINARIO, LE TRASFERTE ASSURDE, I ROSOLAMENTI DI FEGATO ETC ETC ETC ETC 

BUONE VACANZE A TUTTI ... 
COME UN BIG FISH CHE SI RISPETTI 
VADO A FARE IL PIENO DI STORIE E MERAVIGLIE !